“La Letteratura non mi interessa profondamente se non nella misura in cui esercita la mente a determinate trasformazioni - quelle nelle quali le proprietà attive del linguaggio svolgono una funzione capitale. Certo, posso attaccarmi a un libro e leggerlo e rileggerlo con piacere; tuttavia, ne sono penetrato a fondo solo se vi trovo i segni d'un pensiero dotato di una potenza equivalente a quella del linguaggio medesimo. La forza di piegare il verbo comune a scopi imprevisti senza rompere le «forme consacrate», la cattura e la sottomissione delle cose «difficili da dire»; e soprattutto l'orditura simultanea della sintassi, dell'armonia e delle idee (che è il problema della poesia più pura) sono, ai miei occhi, gli oggetti supremi della nostra arte.”— Paul Valéry, A proposito del «Cimitero marino»













